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Le ossa Un complesso capitolo dell'anatomia è costituito dall'osteologia, che studia le ossa e le cartilagini che formano lo scheletro. Il tessuto delle prime è formato da cellule immerse in una sostanza calcificata molto consistente. Ciò non impedisce che L'osso sia «vivo», con tutti quei processi che sono caratteristici della materia vivente: assunzione di materiale nutritizio e rimozione dei prodotti di rifiuto. Tutto ciò è reso possibile dal fatto che l'osso è molto ricco di materiali sanguigni e la sostanza calcificata è attraversata da minuscoli canali che si dirigono in ogni dirczione, collegando le cellule l'una all'altra. Le ossa debbono essere considerate delle leve biologiche e allo stesso tempo come veri e propri organi. Svolgono una funzione di sostegno, proteggono alcune parti del corpo (sistema nervoso centrale, polmoni), presiedono alla funzione produttiva del sangue e sono autentiche miniere di sali minerali. Lo scheletro costituisce il principale apparato di sostegno del corpo, al quale conferisce l'impronta delle forme generali. La colonna vertebrale Le ossa si possono suddividere secondo la loro disposizione nello scheletro del tronco, della testa, degli arti superiori e inferiori. Le ossa del tronco sono costituite dalle vertebre della colonna, dalle coste e dallo sterno; quelle della testa dalle ossa del neurocranio, che formano la cavità cranica, e dalle ossa dello splancnocranio, che formano lo scheletro della faccia. Lo scheletro dell'arto superiore si raccorda con il tronco per mezzo della scapola e della clavicola ed è formato dallo scheletro del braccio (omero), dell'avambraccio (radio e ulna) e della mano (carpo, metacarpo e falangi). Lo scheletro dell'arto inferiore si collega al tronco mediante il «cingolo pelvico» (costituito da ileo,ischio e pube) ed è costituito dallo scheletro della coscia (femore), della gamba (tibia e perone) e del piede (tarso, metatarso e falangi). Il numero delle ossa è diverso a seconda dell'età: molte, infatti, prima di arrivare al completo sviluppo sono costituite da parti distinte che in seguito si saldano. In altre parole il loro numero si riduce con l'età, stabilizzandosi intorno ai 25-30 anni. A questa età se ne contano generalmente 203, se non esistono ossa sovrannumerarie e se non si computano gli ossicini dell'udito. Molte ossa sono simmetriche, con trascurabili differenze di volume tra quelle di destra e quelle del lato opposto. Secondo la forma si distinguono in quattro gruppi: ossa lunghe, ossa brevi, ossa piatte e ossa pneu- matiche. Le ossa lunghe hanno la forma di una colonna il cui corpo è costituito principalmente da un tubo di tessuto osseo compatto; al suo interno si trova il canale midollare, occupato dal midollo osseo a funzione emopoietica e cioè generatrice di globuli bianchi, di globuli rossi e delle piastrine del sangue. All'estremità, e precisamente in corrispondenza della base e del capitello di questa colonna, l'osso diventa spugnoso. Le ossa lunghe in corrispondenza delle parti terminali sono rivestite da uno strato cartilagineo biancastro e levigato dovendosi articolare con le ossa vicine. Le ossa brevi alle estremità hanno analogo carattere delle ossa lunghe. Le ossa pneumatiche sono brevi, ma caratterizzate da cavità più o meno ampie, indirettamente comunicanti con l'esterno e tappezzate all'interno da una mucosa. Le ossa piatte sono formate da due lamine compatte, definite rispettivamente tavolato interno e tavolato esterno, tra cui è interposto un osso spugnoso o diploe (classico esempio è fornito dalla calotta cranica). L'osso è una mirabile dimostrazione di una «struttura funzionale», intendendo così che questo tessuto offre il massimo rendimento meccanico con il minimo dispendio di materiale. Le parti centrali delle ossa lunghe, o diafisi, sono tubolari: una colonna cava resiste meglio alle pressioni di una colonna piena. Un altro evidente esempio di struttura funzionale è offerto dall'osso spugnoso in cui le singole e delicatissime lamelle ossee per la loro architettonica conferiscono notevole resistenza all'osso. La struttura dell'osso La grande resistenza dell'osso è da attribuire specialmente alla «sostanza fondamentale» costitutiva rappresentata da un substrato collagene, l'osseina. Al microscopio si osservano speciali cellule a forma ovoidale provviste di esili prolungamenti.Sono contenute in cavità o lacune ossee e in canalicoli o canalini ossei terminanti a fondo cieco.L'osso dell'adulto è disposto in lamelle. L'osso compatto, che forma una sorta di corteccia, è percorso da un sistema di canali (canali di Havers) percorsi dai vasi sanguigni. Il loro diametro varia da 20 a 100 micron e si aprono a guisa di imbuto sia all'interno della cavità midollare, sia nelle areole dell'osso spugnoso. I sistemi di lamel- le disposti concentricamente attorno ai canali di Havers sono denominati osteoni. Ogni osteone è composto di 8-15 lamelle. L'architettura dell'osso compatto è abbastanza complicata, ma presenta innegabili vantaggi mec- canici. Nonostante la struttura relativamente fragile, sia le flessioni sia le torsioni devono raggiungere una soglia abbastanza elevata prima di provocare la frattura dell'osso e ciò si deve al fatto che questi stimoli sono annullati dalla capacità propria delle lamelle di effettuare lievi scivolamenti. Il tessuto osseo è preceduto nello sviluppo ora da tessuto cartilagineo ora da tessuto connettivo. L'osso non è un tessuto statico, inerte: è sede di intense attività biochimiche e il suo ricambio è molto attivo. Durante l'accrescimento, ma anche per tutta la vita, è soggetto a continua distruzione, cui fa seguito un'immediata ricostruzione. IMMAGINE "LO SCHELETRO"
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